VERSO UNA NUOVA ETICA DEL TURISMO.
GOVERNANCE E VALORE CULTURALE
La gestione dei flussi turistici rappresenta la sfida cruciale per la sopravvivenza di Venezia come città viva e non come semplice scenografia monumentale. La nostra visione supera definitivamente il concetto di turismo di massa per approdare a un modello di governance basato sulla consapevolezza e sulla qualità dell'esperienza. Riteniamo che l'accesso alle città debba rimanere un diritto libero e gratuito, motivo per cui proponiamo una riconsiderazione dell'attuale tassa di accesso, uno strumento che, così come concepito non solo consideriamo inefficace ma che solleva seri dubbi di costituzionalità. Venezia è un patrimonio dell'umanità e come tale deve restare fruibile a tutti, ma proprio per tutelarne l'integrità artistica e la vivibilità dei residenti, è indispensabile governare gli ingressi attraverso la previsione di un numero limitato di accessi giornalieri nel Centro Storico.

Questo sistema non ha una finalità escludente o punitiva, bensì educativa e organizzativa. L’obiettivo è un accesso ordinato, disciplinato da regole chiare e semplici che permettano di non ledere un patrimonio artistico che appartiene al mondo intero. Il visitatore, attraverso un sistema evoluto di prenotazioni e filtri, deve essere accompagnato a comprendere la fragilità del territorio, trasformandosi lui stesso in un regolatore consapevole della pressione antropica. Privilegiare la qualità significa elevare l’offerta complessiva affinché Venezia smetta di essere un fondale "usa e getta" e torni a essere un centro generatore di cultura, dove le iniziative di base, le tradizioni secolari e le sperimentazioni contemporanee convivono e si alimentano reciprocamente.
In quest'ottica, la fiscalità turistica già esistente, come la tassa di soggiorno, deve subire una metamorfosi profonda, abbandonando il ruolo di mero "tappabuchi" dei bilanci comunali per trasformarsi in un vero e proprio patto sociale tra chi visita e chi risiede. Ogni euro derivante dal comparto turistico avrà una destinazione d’uso certa, trasparente e vincolata al miglioramento dei servizi essenziali. Questi proventi saranno impiegati per alleviare i costi della vita quotidiana, finanziando il potenziamento degli asili nido, il sostegno domiciliare per gli anziani, la manutenzione degli impianti sportivi e la creazione di nuovi luoghi di aggregazione sociale, restituendo così alla comunità residente i benefici economici che la pressione turistica genera.
Un punto qualificante della nostra proposta riguarda la trasformazione radicale della mobilità urbana. Intendiamo istituire un risarcimento concreto per i disagi derivanti dalla pressione antropica, destinando le risorse della fiscalità turistica in via prioritaria alla copertura dei costi del trasporto pubblico locale. L’obiettivo è rendere il servizio di trasporto gratuito per la quasi totalità dei veneziani, sollevandoli da un onere economico significativo e riconoscendo loro il ruolo di custodi della città. Questo meccanismo di "restituzione" servirà a rinsaldare il legame tra la popolazione e il proprio territorio, troppo spesso percepito come alienato a favore dell'economia del forestiero.
Infine, la nostra politica punterà a una reale e sistematica destagionalizzazione, l’unico strumento capace di garantire una vivibilità costante durante tutto l'anno. Attraverso agevolazioni promozionali e una programmazione culturale d'eccellenza distribuita nei mesi di minor afflusso, incentiveremo la fruizione di Venezia nei periodi di bassa stagione. Questo permetterà di spalmare il carico turistico, riducendo i picchi insostenibili e offrendo al visitatore un'esperienza più profonda, lenta ed educativa. Venezia deve tornare a essere una scuola di civiltà e di bellezza, dove il turismo non è speculazione sul suolo o un "pedaggio" per entrare, ma un incontro rispettoso tra l'ospite e una comunità residente che ha finalmente ripreso il controllo del proprio destino e della propria quotidianità.
