ECONOMIA E LAVORO.
UN NUOVO ECOSISTEMA
DI SVILUPPO QUALIFICATO
Il ripopolamento di Venezia non può restare una dichiarazione d'intenti se non viene sostenuto da un’economia reale, diversificata e capace di generare lavoro stabile e qualificato. La nostra visione rompe la monocultura turistica per ricostruire un tessuto produttivo che offra prospettive concrete alle nuove generazioni, con l’obiettivo ambizioso di creare cinquemila nuovi posti di lavoro qualificati nei prossimi cinque anni. Questo processo richiede una sinergia tra la tutela delle radici storiche e l’attrazione di grandi capitali internazionali, trasformando Venezia in un polo d’eccellenza che possa competere con le grandi capitali europee.

Sul piano dell'attrattività globale, il nostro impegno sarà profuso nel portare a Venezia la sede europea di almeno un grande gruppo internazionale dal marchio riconosciuto, preferibilmente una primaria banca d’affari o una corporation di rilievo, capace di agire come investitore testimonial. In un contesto geopolitico in continua evoluzione, Venezia deve saper fare concorrenza a centri come Parigi, Bruxelles o Francoforte, intercettando le realtà direzionali in uscita da Londra. Per supportare questo insediamento di alta dirigenza e ricerca, riteniamo indispensabile investire nell'apertura di una scuola internazionale di lingua inglese, seguendo il modello d'eccellenza già tracciato da realtà limitrofe come H-Farm, creando così le condizioni infrastrutturali e sociali per accogliere manager e ricercatori da tutto il mondo.
Parallelamente alla proiezione internazionale, difenderemo con ogni mezzo il commercio di vicinato e l’artigianato artistico, che rappresentano l’ossatura sociale della città. Attueremo incentivi e sgravi fiscali mirati per le attività tradizionali che già operano nel territorio e per quelle di nuova costituzione, agendo con iniziative normative tese a calmierare i canoni di affitto dei fondi commerciali. È essenziale impedire che i negozi storici e di prossimità si trasformino in attività di scarso livello qualitativo al servizio di un turismo "usa e getta". A tal fine, il blocco dei cambi di destinazione d'uso da residenziale a ricettivo sarà accompagnato da una rigorosa tutela delle botteghe, garantendo che il cuore della città rimanga pulsante di vita quotidiana e non solo di passaggio.
Il rilancio industriale e tecnologico passerà attraverso la riconversione strategica delle aree dismesse. Porto Marghera deve vivere una stagione di rafforzamento produttivo basata sulla qualità e sulla sostenibilità ambientale, garantendo ricadute occupazionali di alto profilo. L’Arsenale, simbolo della nostra storia marittima, verrà riconvertito in un polo tecnologico dedicato alla cantieristica minore e alle attività innovative legate all'economia del mare, mentre il vetro artistico di Murano riceverà il sostegno necessario per proteggere un saper fare unico al mondo. La valorizzazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) sarà il volano per questa rinascita industriale, integrandosi con una riorganizzazione del sistema portuale che guardi al futuro.
In Terraferma, il rilancio di Mestre e delle altre municipalità sarà centrato sul contrasto all’esodo verso i grandi centri commerciali, favorendo l’insediamento di funzioni direzionali sia pubbliche che private nei centri urbani. Infine, non volendo lasciare indietro nessuno, sosterremo il progetto pilota "Ateneo Popolare di Arti e Mestieri" (APAM), un modello innovativo di formazione-lavoro-reddito destinato alle fasce sociali più deboli. Attraverso il recupero dei mestieri artigiani e l'integrazione sociale, l’APAM diventerà lo strumento per restituire dignità e autonomia a chi oggi si trova ai margini del mercato del lavoro, saldando la crescita economica alla coesione sociale.
