IL BINOMIO VENEZIA-MESTRE.
DUE CITTÀ,
UN’UNICA VISIONE
METROPOLITANA

Venezia e Mestre si trovano oggi a un tornante della storia che non ammette ulteriori esitazioni.
Entrambe sono vicine a un punto di non ritorno, ma entrambe custodiscono un potenziale ancora inespresso che attende solo una visione politica coraggiosa. Se Venezia rischia di estinguersi come comunità, ridotta a un’algida ex città sotto la soglia critica dei cinquantamila abitanti, Mestre appare come una città incompiuta, rimasta per troppo tempo nell'ombra della laguna. La nostra sfida non è una conservazione nostalgica, ma la costruzione della più importante "città storica del futuro”, un organismo moderno, vitale e vivace, capace di integrare la sua bellezza monumentale con le esigenze di una popolazione giovane e dinamica.
Sottolineiamo l’importanza strategica di un Vicesindaco con delega specifica per Mestre, capace di guidare iniziative di ripristino della legalità e di monitoraggio con la stessa efficacia dimostrata in passato.
Cura del Patrimonio e Manutenzione Continua
Non serviranno grandi opere se non saremo capaci di preservare la funzionalità del quotidiano. La rigenerazione urbana non può prescindere da una cura costante e rigorosa del tessuto esistente. Per questo, garantiamo un impegno assoluto e prioritario nell'esecuzione di tutte le manutenzioni ordinarie su strade, edifici pubblici, palestre e infrastrutture dell'intero territorio comunale. Destineremo tutte le risorse necessarie per assicurare che ogni spazio pubblico sia sicuro, decoroso e pienamente operativo, trasformando la manutenzione da spesa passiva a investimento primario sulla qualità della vita dei cittadini.
Venezia, oltre l'Esodo, verso la Città d'Acqua del Futuro
Per Venezia, la parola d'ordine è l'inversione demografica. Non possiamo più limitarci a difendere un borgo antico, dobbiamo guidare le trasformazioni urbane anziché subirle. Il nostro obiettivo è riportare la Città d'Acqua ad almeno ottantamila abitanti entro i prossimi dieci anni, immettendo sul mercato della residenza stabile un minimo di diecimila alloggi. Questo ripopolamento sarà sostenuto dall'attrazione di eccellenze nell'imprenditoria privata, nella ricerca e nelle istituzioni internazionali, garantendo ai veneziani una mobilità d’avanguardia e un’interconnessione veloce con l’area metropolitana di Padova e Treviso. Venezia deve tornare a essere un luogo dove è possibile nascere, studiare e lavorare, non una scenografia sottratta alla vita dei residenti da un turismo opprimente.
Mestre, da Satellite a Centro Direzionale Europeo
Mestre deve cessare di essere percepita come il satellite funzionale di Venezia o, peggio, come il parcheggio del turismo "mordi e fuggi". La nostra visione la vede come la sede istituzionale e il cuore pulsante della Città Metropolitana. Mestre deve acquisire una sua precisa identità direzionale, culturale e abitativa, diventando una città compiuta alla pari delle grandi realtà venete ed europee. In questo quadro, Marghera vivrà una nuova stagione come "Città Giardino”. Da simbolo di abbandono e insicurezza a testimone di una rigenerazione urbana efficace, capace di coniugare una ripresa industriale e portuale sostenibile con un ambiente risanato. Mestre e Venezia sono due realtà diverse ma complementari, i cui destini sono legati da una gronda lagunare che deve tornare a essere un elemento di unione e suggestione, valorizzato dallo Statuto Speciale che garantirà le risorse necessarie per il rilancio di entrambe.
Per promuovere questa tendenza, la rivitalizzazione della città deve passare anche attraverso la collaborazione pubblico-privato e il ripristino di presidi territoriali. Proponiamo quindi un Accordo Pubblico-Privato che crei incentivi per incoraggiare l'apertura di nuove attività commerciali e mantenere le vetrine illuminate. Una vetrina accesa è, per sua natura, un presidio di sicurezza naturale.
Sicurezza e Controllo di Vicinato
La Polizia Locale deve evolvere verso un ruolo di "Intelligence", trasformandosi da mera forza di controllo a un organo di ascolto attivo. Gli agenti devono interagire costantemente con i negozianti, trasformandoli nelle vere "sentinelle del territorio" e in una "telecamera viva" della città, capace di raccogliere informazioni e monitorare le criticità in modo proattivo.
Parallelamente, è fondamentale affrontare le criticità sociali e storiche, a partire dal recupero di Via Piave, tema cruciale e ricorrente per il decoro urbano. Sul fronte della marginalità, è essenziale ripristinare i presidi di strada e la riduzione del danno (punti Ser.T.) per gestire il problema del consumo di droghe. Non puntiamo a una irrealistica "distruzione" immediata del fenomeno, ma a una convivenza gestita che monitori il territorio per evitare primati negativi, come quello dei morti per overdose, offrendo supporto a chi è in difficoltà e agendo come un'ulteriore forma di sentinella sociale.
Il Rilancio delle Municipalità, prossimità e Partecipazione
Il rilancio del territorio passa inevitabilmente per una profonda riorganizzazione delle Municipalità, alle quali intendiamo restituire piene deleghe gestionali. Esse non devono essere meri uffici amministrativi, ma centri propulsori della vita culturale e sociale del territorio.
La nostra azione si concentrerà sulla ricostruzione del legame sociale attraverso:
Presidio e Ascolto. Reintroduzione degli operatori di strada per garantire sicurezza e mediazione sociale, insieme alla creazione di punti di ascolto permanente per le istanze dei cittadini.
Spazi di Comunità. Le Municipalità torneranno a essere luoghi aperti e gratuiti, destinati all'aggregazione di giovani e anziani, dove la partecipazione e il confronto saranno favoriti da metodi creativi e processi decisionali inclusivi.
Cultura di Quartiere. Restituire autonomia alle Municipalità significa permettere che ogni quartiere possa esprimere la propria identità culturale, trasformando le periferie in centri di produzione e non solo di consumo.
Solo attraverso questa autonomia decisionale e una nuova capacità di spesa, le Municipalità potranno tornare a essere il primo baluardo della democrazia cittadina, garantendo che nessuno, da Mestre alle isole, si senta più ai margini della vita della città.
