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IL GRANDE PORTO DIFFUSO.

LOGISTICA, ZES
E AUTONOMIA DOGANALE

La rinascita economica di Venezia passa inevitabilmente per la riqualificazione del suo sistema portuale, trasformandolo in un "Grande Porto Diffuso". Questa infrastruttura non deve essere intesa come una servitù territoriale, ma come un ecosistema sinergico capace di generare lavoro di alto profilo e di competere con i principali scali europei. Venezia deve rivendicare la propria natura marittima, integrando il porto nel progetto di sviluppo urbano, sociale e culturale della città metropolitana, rendendolo un elemento di attrazione per investimenti che spaziano dalla logistica avanzata alla produzione manifatturiera di alta gamma.

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La Sfida Crocieristica. Efficienza e Rispetto Ambientale

Sul fronte delle grandi navi, ribadiamo una posizione ferma e lungimirante: la centralità della Stazione Marittima di San Basilio è insostituibile come hub crocieristico d’eccellenza, ma la sua operatività deve essere resa pienamente compatibile con la tutela del centro storico attraverso l'esclusione definitiva e categorica del passaggio nel Bacino di San Marco. La nostra strategia prevede l'approdo delle navi a Fusina e, in subordine, a Marghera, evitando il consumo di suolo per la costruzione di nuove e impattanti stazioni monumentali.

La chiave di volta di questa trasformazione sarà l'utilizzo strategico della rete ferroviaria, già esistente o in fase di potenziamento, per il trasferimento rapido di passeggeri e bagagli direttamente verso l'area della Marittima. Questo sistema di "metropolitana dei crocieristi" su ferro sarà completato e integrato da una flotta di nuovi battelli a propulsione esclusivamente elettrica, dedicati ai transfer verso San Basilio. Tali imbarcazioni, silenziose e a zero emissioni, rappresentano l'anello di congiunzione finale di una catena logistica pulita, eliminando il moto ondoso e l'inquinamento acustico nei canali urbani. Grazie a questa sinergia tra ferrovia e nautica elettrica, Venezia San Basilio continuerà ad assolvere alle sue funzioni di hub mondiale senza gravare sulla fragilità dell'ecosistema lagunare, offrendo un servizio di accoglienza di altissimo livello che faccia della sostenibilità il suo principale biglietto da visita internazionale.

 

Zone Economiche Speciali (ZES) e il salvataggio di Murano

L’operatività della Zona Economica Speciale (ZES) rappresenta la più rilevante opportunità di crescita industriale dei prossimi decenni. Attraverso lo snellimento delle procedure burocratiche, regimi IVA agevolati e detassazioni mirate, la ZES trasformerà Marghera in un polo d'attrazione per imprese ad alto valore tecnologico. Tuttavia, riteniamo di vitale importanza estendere lo strumento della ZES anche all'isola di Murano. Questa misura è l'unica via per garantire la sopravvivenza delle fornaci storiche e dell'arte vetraria, colpita dai costi energetici e dalla concorrenza sleale. Le agevolazioni fiscali permetteranno ai Maestri vetrai non solo di continuare la produzione, ma di 

investire nella formazione delle nuove generazioni, assicurando che quest’arte unica al mondo non si estingua, ma diventi un settore produttivo moderno e competitivo.

 

Zona Franca e "Free Zone Venice”, uno snodo tra Oriente e Occidente

Chiediamo con forza l'ampliamento della Zona Franca Doganale di Venezia, asservita ai traffici portuali e aeroportuali. Tale area, sostenuta da una fiscalità di vantaggio, è essenziale per attrarre attività produttive che vedano in Venezia il naturale sbocco logistico del Triveneto. In questo contesto, rilanciamo il progetto della "Free Zone" a Marghera, un'area franca urbana istituita ai sensi dei regolamenti comunitari (UE n. 952/2013). La "Free Zone Venice" non sarà solo un recinto doganale, ma un'area franca destinata alla promozione del commercio e delle esportazioni, un punto di snodo strategico tra il Mediterraneo e le rotte verso il Medio ed Estremo Oriente.

 

Infrastrutture e Collegamenti. Liberare Mestre dal Carico Merci

Per rendere operativo questo "Grande Porto", è necessario un potenziamento infrastrutturale che separi finalmente i flussi merci da quelli civili. Prevediamo la realizzazione di nuovi accessi ferroviari e stradali che colleghino direttamente la zona sud di Porto Marghera con la linea ferroviaria Venezia-Milano e le direttrici Trieste-Udine. Questo intervento è fondamentale per evitare il passaggio dei treni merci nella Stazione di Mestre, liberando il centro abitato da servitù acustiche e di sicurezza, e favorendo la rigenerazione urbana delle aree limitrofe. Il porto offshore, integrato nel sistema cittadino ma privo di collegamenti acquei pesanti attraverso il Bacino di San Marco, completerà questa visione di un'economia del mare che guarda al futuro senza dimenticare la propria inestimabile eredità storica.

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