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CULTURA.

DA SCENOGRAFIA PASSIVA A CENTRO DI PRODUZIONE MONDIALE

Venezia, nell'epoca d'oro della Serenissima, non era solo un museo a cielo aperto, ma la capitale mondiale dell'avanguardia artistica. È qui che è nato il teatro moderno, in un fervore di palcoscenici e spettacoli che nessun’altra città europea poteva vantare. Quell’entusiasmo si traduceva in primogeniture artistiche esportate in tutto il continente. Tuttavia, da almeno quarant'anni, assistiamo a un progressivo e doloroso impoverimento di questo patrimonio. Venezia è diventata una città che importa cultura anziché produrla, trasformandosi in una scenografia prestigiosa per eventi pensati altrove, mentre le sue forze creative endogene, dalla musica alla pittura, ferma agli slanci degli Spazialisti degli anni ’70, restano prive di sostegno e visione politica.

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La ricostruzione della filiera Culturale. Produzione e Formazione

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La nostra proposta non è un semplice aggiustamento di rotta, ma una ripartenza da zero per ricostruire una dimensione artistica, qualitativa e occupazionale all’altezza dei nuovi mercati globali. Il "rinnovamento culturale" che promuoviamo si fonda sul connubio inscindibile tra tradizione, creazione, distribuzione e consumo. Non vogliamo una città di soli eventi effimeri, ma una città di repertori permanenti, di studio e di ricerca continuativa.

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A tal fine, il progetto si articola su due pilastri infrastrutturali e produttivi d’eccellenza.

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La Città della Musica al Parco Scientifico VEGA. Un polo tecnologico e artistico dove l'insegnamento d'eccellenza del nostro Conservatorio possa integrarsi con le nuove frontiere della produzione discografica e multimediale, creando un ecosistema di innovazione sonora unico in Europa.

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Il Centro di Produzione Teatrale a Marghera.Uno spazio destinato non solo alla messa in scena, ma alla costruzione fisica dello spettacolo (scenografie, costumi, nuove tecnologie) capace di generare occupazione qualificata e di ridare vita al tessuto urbano attraverso il fermento creativo.

 

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La Cultura come filtro ai flussi e patto sociale

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Siamo convinti che una proposta culturale solida sia lo strumento più efficace per governare il turismo. Se Venezia offre contenuti profondi e repertori stabili, attirerà un visitatore consapevole, capace di sostare e comprendere, rigettando il modello del turismo "mordi e fuggi" che consuma la città come un fondale vuoto. In questo senso, il Comune deve farsi regista di un grande sistema di rete che metta in dialogo le eccellenze mondiali già presenti sul territorio: la Biennale, il Teatro Stabile Carlo Goldoni, il Gran Teatro La Fenice, le Università, la Fondazione Cini e l'M9. Questi istituti non devono operare come monadi isolate, ma come protagonisti di un progetto unitario che coordini la promozione e valorizzi le produzioni, rendendo Venezia e Mestre capitali della cultura viva e quotidiana.

 

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Tutela dell'Identità e tradizioni locali

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Accanto alle grandi istituzioni, il nostro programma pone la massima attenzione al patrimonio popolare diffuso. Le tradizioni locali non sono folklore nostalgico, ma l’anima stessa della comunità. Sosterremo concretamente le associazioni e le iniziative autogestite che mantengono vive le radici veneziane e mestrine, fornendo spazi, risorse e semplificazione burocratica. Difendere la cultura significa, in ultima analisi, garantire la sopravvivenza della comunità. Solo se i veneziani torneranno a essere produttori della propria bellezza, la città potrà guardare al futuro con la stessa dignità che l'ha resa eterna.

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