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ESODO E RESIDENZIALITÀ.

LA RINASCITA DI UNA CITTÀ VIVA

La sopravvivenza di Venezia non è una questione puramente estetica o monumentale, ma risiede esclusivamente nella carne e nel sangue dei suoi abitanti, poiché una città senza residenti smette di essere tale per trasformarsi in un guscio vuoto, un parco tematico privo di anima. Per questa ragione, l'obiettivo primario della nostra proposta politica supera il concetto ormai insufficiente di semplice "freno all’esodo" per abbracciare la sfida ben più ambiziosa e vitale di un ripopolamento attivo e programmato. Non ci limiteremo a gestire il declino, ma intendiamo invertire radicalmente la rotta demografica puntando a un incremento netto di diecimila residenti nell'arco del prossimo quinquennio, con il traguardo simbolico e funzionale di riportare la Città d’Acqua oltre la soglia dei sessantamila abitanti, pur senza trascurare il potenziamento demografico essenziale della Terraferma.

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Il pilastro di questa rinascita è il Piano Casa "Venezia 2030", un'operazione che prevede la messa a sistema di cinquemila nuove unità abitative attraverso una visione che integra il recupero del patrimonio esistente con la nuova edificazione sostenibile. Questa strategia non si limita alla mera costruzione, ma impone un censimento rigoroso e il totale riutilizzo di ogni proprietà pubblica — sia essa comunale, regionale o di altri enti e istituzioni cittadine — con l'impegno solenne di completare i restauri necessari entro i primi cinque anni di amministrazione. Tale sforzo sarà coordinato da un'Autorità unica, un centro di competenza e decisione capace di snellire la burocrazia e attuare interventi straordinari di edilizia residenziale pubblica e Social Housing, con una particolare attenzione alle fasce sociali più deboli e a quelle nuove generazioni di lavoratori e studenti che oggi sono espulsi dai costi proibitivi del mercato.

In questo contesto, la proprietà privata e pubblica deve tornare a svolgere la sua funzione sociale originaria. Intendiamo avviare un piano rivoluzionario di cessione agevolata del patrimonio pubblico vetusto agli attuali inquilini, offrendo loro prezzi calmierati e mutui garantiti, ma vincolandoli a obblighi di residenzialità e ristrutturazione in tempi certi. Questo approccio non solo stabilizza le famiglie all'interno del tessuto urbano, rendendole protagoniste della cura del territorio, ma genera anche un indotto economico virtuoso per l'edilizia locale. Parallelamente, agiremo con fermezza contro lo sfitto e la trasformazione incontrollata degli immobili in strutture ricettive. Chiederemo con forza al Parlamento una riforma del Codice Civile che individui un genus giuridico specifico per la locazione turistica, permettendo al Comune di esercitare una regolamentazione stringente che possa includere incentivi fiscali per chi sceglie la residenzialità e penalizzazioni progressive per chi abbandona il patrimonio edilizio all'incuria o alla speculazione.

La nostra idea di abitare Venezia abbraccia inoltre i modelli europei più avanzati di innovazione sociale, superando la vecchia concezione di assistenza passiva. Il cohousing diventerà uno strumento fondamentale per rispondere alle nuove solitudini. Da un lato, realizzeremo complessi abitativi per anziani autosufficienti che consentano l'indipendenza privata unita alla condivisione di spazi e servizi assistenziali leggeri, migliorando la qualità della vita e riducendo la pressione sul sistema sanitario; dall'altro, istituiremo soluzioni di alloggio temporaneo per genitori separati o nuclei in emergenza abitativa, garantendo dignità e percorsi di accompagnamento sociale che impediscano la marginalizzazione. Infine, la vivibilità della città deve essere difesa dall'eccessiva pressione commerciale che spesso compromette il diritto al riposo e alla normalità quotidiana. La funzione residenziale sarà tutelata anche attraverso una gestione rigorosa delle attività di somministrazione, affinché Venezia torni a essere, prima di ogni altra cosa, una casa accogliente per chi la vive ogni giorno.

La sfida del ripopolamento non può prescindere da una politica demografica che rimetta al centro il concetto di famiglia, nella consapevolezza che una città senza bambini è una città senza futuro. In quest’ottica, il piano per la residenzialità si articola in una serie di azioni mirate a sostenere le nuove generazioni, affinché la scelta di restare a Venezia non sia un atto di eroismo, ma una possibilità concreta e sostenibile. Intendiamo intervenire con forza sul mercato delle locazioni attraverso l'introduzione di canoni calmierati riservati agli under 35 e la previsione di contributi diretti all'affitto per le giovani coppie, fornendo quel polmone economico necessario a costruire un progetto di vita stabile nel territorio comunale.

Questa strategia di sostegno si estende anche alla popolazione studentesca, per la quale prevediamo la creazione di alloggi dedicati che permettano agli universitari di integrarsi nel tessuto cittadino anziché limitarsi a una frequentazione pendolare o precaria. Per rendere i giovani protagonisti attivi della rigenerazione urbana, promuoveremo inoltre programmi di autorecupero assistito, un modello innovativo dove l'Amministrazione fornisce l'immobile e il supporto tecnico, mentre i futuri residenti contribuiscono direttamente al restauro. Tale approccio non solo abbatte i costi d'accesso all'abitazione, ma favorisce un legame profondo e duraturo tra il cittadino e il proprio quartiere, trasformando il patrimonio edilizio degradato in nuove fucine di vita comunitaria.

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