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Grande interesse ha suscitato il dibattito tra Marco Sitran e Bellati moderato dal giornalista scrittore Edoardo Pittalis. Incalzato dal moderatore, il primo a parlare è proprio Marco Sitran, avvocato specializzato in diritto internazionale, formatosi tra Venezia e Bucarest. Appassionato di libri, fotografia e viaggi, affianca all’attività professionale un costante impegno civico e politico. Autonomista e federalista convinto, è stato il promotore dell’ultimo progetto di legge di iniziativa popolare per la creazione dei due Comuni di Mestre e di Venezia insulare “Venezia e Mestre vanno considerato due grandi città amministrate distintamente nell'ambito di una città metropolitana i cui organi devono essere eletti direttamente dai residenti dell'area vasta. Viviamo infatti in un deficit di democrazia che non ha eguali al Mondo. Solo con una rappresentanza politica delle varie e diverse realtà di questo grande Comune creato nel 1926 e di cui ricorre il centenario quest'anno e creato unicamente per una gestione unitaria dell'allora nascente porto industriale in laguna senza alcuna consultazione popolare. Cosa è successo? Che ora mancano i servizi essenziali ai residenti: a Venezia mancano i posti barca, i cestini, soste temporanee per l'attracco dei natanti nei punti nevralgici della città come ad esempio Piazzale Roma. Tutte le rive sono riservate per trasportatori taxi e gondole esclusivamente. Non c’è nessuno spazio acqueo riservato alle esigenze della mobilità dei Veneziani che in una città d'acqua come Venezia vorrebbero invece poter muoversi con le loro piccole imbarcazioni. In conclusione non c'è stata alcuna misura per contrastare il moto ondoso e per una motorizzazione elettrica per superare il problema dell'inquinamento dovuto ai motori a combustibile fossile. Venezia capitale della sostenibilità ambientale è solo uno slogan usato da chi non conosce la vera realtà ma parla solo per sentito dire”. Il moderatore è poi passato a Bellati, che ha cominciato lavorando nella Commissione Europea e nel Parlamento Europeo, maturando esperienze in una banca internazionale e presso le partecipazioni statali in Alenia. Dal 1992 lavora per l’Euro sportello Veneto e il centro est delle Camere di Commercio del Veneto: direttore di Unioncamere del Veneto e successivamente direttore dell’ufficio di rappresentanza del sistema camerale Veneto a Bruxelles. È stato presidente della Fiera di Longarone, presidente di una rete innovativa regionale Cluster management network e Venezia Cluster e dal 2023 direttore di Cescot Veneto, oltre che membro dei consigli di amministrazioni delle camere di Commercio italiane all’estero, oltre che nel consiglio direttivo di Manageritalia. “Siamo agli antipodi. Un candidato sindaco che propone la costruzione di armi a Porto Marghera e un candidato sindaco che propone Venezia come città della pace. Sappiamo bene le conseguenze dell'una e dell'altra politica. Da una parte destinare soldi alle guerre dall'altra parte disporre di risorse per la sanità, il sociale, per tutto ciò che può aiutare i cittadini che sono sempre più a corto di soldi nel quotidiano, arrivare alla leva fiscale, allo statuto speciale e, soprattutto, poter captare i fondi europei come città della Pace. Domenica 24 pensate bene a chi dare il voto!”

Grande successo per il dibattito tra Bellati e Sitran a Venezia è Tua moderato da Edoardo Pittalis

19 maggio 2026

Grande interesse ha suscitato il dibattito tra Marco Sitran e Bellati moderato dal giornalista scrittore Edoardo Pittalis. Incalzato dal moderatore, il primo a parlare è proprio Marco Sitran, avvocato specializzato in diritto internazionale, formatosi tra Venezia e Bucarest. Appassionato di libri, fotografia e viaggi, affianca all’attività professionale un costante impegno civico e politico. Autonomista e federalista convinto, è stato il promotore dell’ultimo progetto di legge di iniziativa popolare per la creazione dei due Comuni di Mestre e di Venezia insulare “Venezia e Mestre vanno considerato due grandi città amministrate distintamente nell'ambito di una città metropolitana i cui organi devono essere eletti direttamente dai residenti dell'area vasta. Viviamo infatti in un deficit di democrazia che non ha eguali al Mondo. Solo con una rappresentanza politica delle varie e diverse realtà di questo grande Comune creato nel 1926 e di cui ricorre il centenario quest'anno e creato unicamente per una gestione unitaria dell'allora nascente porto industriale in laguna senza alcuna consultazione popolare. Cosa è successo? Che ora mancano i servizi essenziali ai residenti: a Venezia mancano i posti barca, i cestini, soste temporanee per l'attracco dei natanti nei punti nevralgici della città come ad esempio Piazzale Roma. Tutte le rive sono riservate per trasportatori taxi e gondole esclusivamente. Non c’è nessuno spazio acqueo riservato alle esigenze della mobilità dei Veneziani che in una città d'acqua come Venezia vorrebbero invece poter muoversi con le loro piccole imbarcazioni. In conclusione non c'è stata alcuna misura per contrastare il moto ondoso e per una motorizzazione elettrica per superare il problema dell'inquinamento dovuto ai motori a combustibile fossile. Venezia capitale della sostenibilità ambientale è solo uno slogan usato da chi non conosce la vera realtà ma parla solo per sentito dire”. Il moderatore è poi passato a Bellati, che ha cominciato lavorando nella Commissione Europea e nel Parlamento Europeo, maturando esperienze in una banca internazionale e presso le partecipazioni statali in Alenia. Dal 1992 lavora per l’Euro sportello Veneto e il centro est delle Camere di Commercio del Veneto: direttore di Unioncamere del Veneto e successivamente direttore dell’ufficio di rappresentanza del sistema camerale Veneto a Bruxelles. È stato presidente della Fiera di Longarone, presidente di una rete innovativa regionale Cluster management network e Venezia Cluster e dal 2023 direttore di Cescot Veneto, oltre che membro dei consigli di amministrazioni delle camere di Commercio italiane all’estero, oltre che nel consiglio direttivo di Manageritalia. “Siamo agli antipodi. Un candidato sindaco che propone la costruzione di armi a Porto Marghera e un candidato sindaco che propone Venezia come città della pace. Sappiamo bene le conseguenze dell'una e dell'altra politica. Da una parte destinare soldi alle guerre dall'altra parte disporre di risorse per la sanità, il sociale, per tutto ciò che può aiutare i cittadini che sono sempre più a corto di soldi nel quotidiano, arrivare alla leva fiscale, allo statuto speciale e, soprattutto, poter captare i fondi europei come città della Pace. Domenica 24 pensate bene a chi dare il voto!”

Comunicato stampa

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