
L’ibrido nautico ACTV è un’occasione persa e un rischio per la città - Comunicato stampa di Claudio Iannelli
1 aprile 2026
L'annuncio di un investimento di 55 milioni di euro per l'acquisto di 19 nuovi mezzi a propulsione ibrida diesel-elettrica tra il 2027 e il 2029 viene presentato come una svolta "green". Tuttavia, un’analisi tecnica e contestuale rivela che questa scelta rischia di essere un anacronismo tecnologico, un’operazione di greenwashing che ignora le specificità lagunari e le tendenze del trasporto pubblico europeo. A differenza del settore automobilistico, dove l'ibrido trae vantaggio dalla frenata rigenerativa e dai recuperi inerziali nelle discese, il contesto nautico opera in un regime di resistenza costante. Un vaporetto non "frena" né “scende”. Per fermarsi deve invertire la spinta, consumando ulteriore energia. La legge di conservazione dell’energia ci ricorda che ogni trasformazione energetica (da termica a elettrica, chimica nelle batterie e infine meccanica) comporta perdite significative. Senza recupero cinetico, il sistema ibrido su un battello foraneo o un vaporetto rischia di tradursi in un mero aggravio di peso (le batterie) che vanno ad aggiungersi al serbatoio di carburante e al motore termico che deve spostare, annullando nei fatti i benefici teorici sui consumi globali.
L’articolo parla di riduzione di emissioni, ma non di eliminazione. Finché brucerà gasolio, la flotta continuerà a emettere ossidi di azoto (NOx) e particolato sottile (PM). Oltre ai problemi sanitari e ambientali conseguenti, a cui si aggiunge la crisi energetica cui stiamo assistendo, a Venezia, questo problema assume una gravità ulteriore. La combinazione tra i fumi di scarico e l’umidità salina della laguna crea un mix corrosivo micidiale. Gli inquinanti reagiscono con il cloruro di sodio atmosferico formando composti acidi che aggrediscono chimicamente il carbonato di calcio dei calcari monumentali. Continuare a puntare sulla combustione significa accettare la prosecuzione di questo lento ma inesorabile processo di corrosione che scioglie i dettagli architettonici della città.
In un'epoca segnata da estrema instabilità geopolitica e scenari bellici che rendono il costo dei carburanti volatili e destinati a una crescita strutturale, legare il trasporto pubblico veneziano al gasolio per i prossimi vent'anni è un azzardo economico. L’elettricità, generata da fonti rinnovabili locali, offrirebbe una stabilità di costi e una sovranità energetica che il petrolio non può garantire. Investire oggi in motori a combustione significa ipotecare i bilanci futuri di Avm/Actv su una risorsa obsoleta oltre che dannosa.
Tra le caratteristiche di Venezia che molte città europee invidierebbero, è la facilità di poter attuare la transizione elettrica dei mezzi pubblici lagunari per i percorsi e tempi di sosta perfettamente programmabili e standardizzati. Questa è la condizione ideale per l’elettrificazione totale (Full-Electric). Mentre città come Amsterdam, Oslo e persino Parigi stanno già operando con traghetti e battelli 100% elettrici dotati di ricarica rapida ai terminali, Venezia sceglie una soluzione di compromesso. Con le attuali batterie allo stato solido e supercapacitori o i sistemi di ricarica ultrarapida (HPC) alle fermate principali, la tecnologia per eliminare completamente il motore diesel è già disponibile e collaudata.
L’investimento di 55 milioni di euro in una flotta ibrida rischia di trasformarsi in un enorme spreco di denaro pubblico. Si acquista oggi una tecnologia che sarà tecnicamente superata ben prima della consegna dell'ultimo mezzo nel 2029. Senza il coraggio di una elettrificazione radicale, Venezia perde l’opportunità di diventare un modello mondiale di sostenibilità e di poter sviluppare un settore d’innovazione (che attinge alla storica tradizione nautica) che rappresenta uno dei principali ambiti d’innovazione nel quale creare migliaia di posti di lavoro qualificati, scegliendo di restare ancorata a un passato fumoso che danneggia la salute dei cittadini e l’integrità di un patrimonio unico al mondo.
Claudio Iannelli
componente del Direttivo di Venezia è Tua
Comunicato stampa
