
Venezia è Tua chiude la campagna elettorale con un confronto con Andrea Martella
21 maggio 2026
L’Officina del Futuro oltre i Partiti. Venezia è Tua chiude la campagna elettorale con un confronto con Andrea Martella
C’erano tutti. Trentasei candidati, trentasei storie, trentasei volti uniti sotto il simbolo della lista civica Venezia è Tua, stretti attorno al candidato sindaco Andrea Martella in una serata carica di emozione, entusiasmo e speranza. Un momento autentico, intenso, quasi solenne, aperto proprio da Andrea Martella, visibilmente commosso mentre riceveva un’opera unica donata dalla lista. “Ringrazio tutti voi per l’impegno che avete già dimostrato e per quello che continuerete a mettere in campo quando governeremo il Comune. Ringrazio Ugo per la straordinaria capacità di avervi uniti tutti. Questa lista è fatta di esperienze immense, di competenze vere, ma soprattutto di persone che hanno scelto volontariamente di mettere energie, passione e professionalità al servizio di Venezia e Mestre. Venezia è Tua non nasce nei palazzi della politica, non nasce da accordi di corrente o da strategie di partito. Nasce dall’amore autentico per questa città. Nasce dalle sue ferite, dalle sue speranze, dalla voglia di rialzarsi. È una lista libera, indipendente, fatta di cittadini che hanno deciso di non restare più a guardare mentre Venezia e Mestre venivano impoverite, svuotate, lasciate sole. Qui non contano le appartenenze. Conta soltanto il futuro della nostra comunità. Ed è per questo che ammiro profondamente il lavoro di Venezia è Tua. Questo Leone, simbolo immortale di Venezia, volerà sopra di noi nei prossimi cinque anni e ci guiderà nel compito più difficile e più bello: restituire futuro alla nostra città. Grazie Ugo. Grazie Venezia è Tua. Perché avete dimostrato che i fatti valgono più di mille parole e più di mille simboli di partito.” Parole accolte da un lungo applauso e dall’emozione palpabile di Ugo Bergamo, che ha risposto con voce ferma ma profondamente coinvolta: “Esiste un momento esatto in cui una città smette di essere solo una mappa geografica e torna a essere una comunità. Quel momento è adesso. Dopo undici anni di amministrazione Brugnaro-Venturini che ha confuso la gestione pubblica con un bilancio aziendale e la complessità di un ecosistema unico al mondo con un parco a tema, Venezia e Mestre si scoprono nude, in affanno, sfinite. Non è solo una questione di numeri, sebbene i dati sulla fuga dei residenti, sul turismo cannibalistico, sull'insicurezza percepita e reale e sul deserto lavorativo gridino vendetta. È una questione di anima. Ci consegnano due città sorelle diverse, eppure indissolubili bloccate in un'apnea creativa e sociale. Per questo, oggi, non serve l'ennesimo cartello elettorale. Non serve una coalizione nata nei corridoi romani dei partiti, fatta di veti incrociati e geometrie polverose. Serve qualcosa di mai visto: una coalizione di volenterosi. La vera discontinuità non si fa cambiando i nomi sulle poltrone, ma cambiando il vocabolario, cambiando totalmente la narrazione. Questa alleanza non chiede a chi vi aderisce da dove viene, ma dove vuole andare. Riunisce l’artigiano di Castello e l’operaio di Marghera, il ricercatore universitario e il commerciante di Mestre, uniti da un’unica e assoluta urgenza: la difesa e lo sviluppo del nostro territorio. Non contano le appartenenze. Conta Venezia, conta Mestre. Conta l'idea che la politica debba smettere di essere "proprietaria" della città e tornare a esserne la custode. Laddove la giunta uscente ha fallito per mancanza di visione, riducendo tutto a una gestione dell'ordinario (e spesso nemmeno di quello), la coalizione dei volenterosi propone scelte coraggiose per un ribaltamento radicale: Dalla monocultura turistica alla "Città della Conoscenza" (Venezia non può essere un museo a cielo aperto a pagamento. Deve diventare la capitale mondiale della transizione ecologica e marina, attirando università, start up, centri di ricerca e offrendo sgravi fiscali per chi decide di aprire attività ad alto valore tecnologico e artigianale); Dallo spopolamento al "Diritto all'Abitare" (Politiche d'urgenza per il lavoro e la residenzialità, bloccando la proliferazione selvaggia di affitti turistici e riconvertendo il patrimonio immobiliare pubblico per le giovani coppie, gli studenti e i lavoratori. Venezia torna a essere viva se si sentono di nuovo i passi dei bambini nelle callette, non solo il rumore dei trolley); Mestre come cuore pulsante, non come dormitorio (Mestre deve smettere di essere il "retrobottega" di Venezia o una terra di nessuno preda del degrado e della microcriminalità. Serve un piano shock per la sicurezza che parta dal basso: illuminazione, presidio del territorio, ma soprattutto cultura, trasporti efficienti h24 e la rigenerazione dei quartieri attraverso lo sport e l'associazionismo); I trasporti e i servizi come legante sociale (Una rete di trasporti pubblici che non penalizzi chi vive e lavora qui per fare cassa sui turisti. I servizi socio-sanitari e comunali devono tornare vicini al cittadino, digitalizzati ma umani). Oggi non si vota contro qualcuno, si sceglie per qualcosa. La parabola di Brugnaro e Venturini si chiude lasciando una città stanca, ma non vinta. "Venezia e Mestre non hanno bisogno di un amministratore delegato. Hanno bisogno di visionari pragmatici. Di persone che abbiano il coraggio di guardare oltre la prossima stagione turistica e di piantare alberi all'ombra dei quali siederanno i nostri figli." La coalizione dei volenterosi è aperta. Non chiede tessere di partito, chiede competenza, amore viscerale per questa terra e il coraggio di dire che un altro futuro è possibile. È tempo di scrivere una storia nuova. E la penna, finalmente, è nelle mani dei cittadini”.
Comunicato stampa
