
Comunicato di Ugo Bergamo per la strage sfiorata il 2 giugno 2025
5 giugno 2025
COMMOSSA SOLIDARIETà A TANTI UOMINI DONNE E SOPRATTUTTO BAMBINI COINVOLTI. A PIAZZALE ROMA SI È RISCHIATA LA STRAGE. MA ERA TUTTO "REGOLARE".
2 giugno, festa della Repubblica. A Venezia un leccio di quasi cent’anni si schianta a terra, sotto il sole, senza vento. Sedici feriti. Una donna in fin di vita. Due bambine senza madre. Non un evento estremo. Non una bufera. Solo un altro giorno d’incuria.
Chi ha visto racconta urla, sangue, panico. E subito, dal Comune, la solita litania: "Era stato controllato. Era sano. Tutto in regola".
No. Non era in regola. Era inclinato, scricchiolava. I commercianti lo avevano segnalato. Nessuno è intervenuto. E ora si cerca rifugio nelle giustificazioni.
Mentre i feriti venivano soccorsi, l’unica urgenza dell’amministrazione è stata scaricare la colpa, autoassolversi. Nessuna parola di scuse. Nessuna assunzione di responsabilità.
Solo una certezza: a Venezia non mancano i tulipani. Colorati, ornamentali, costosissimi. Ce ne sono a migliaia. Ma un piano serio di manutenzione del verde? Zero.
È questo che resta: fiori da Instagram, alberi pericolanti e nessuno che risponda.
A Venezia si può morire sotto un albero. Ma l’importante è che il decoro sia fiorito.
Noi diciamo: meno fiori, più responsabilità. Meno passerelle, più cura.
E soprattutto: scuse. Dovute alla città. Ai feriti. Ai turisti. Alle due bambine.
Perché si può sbagliare. Ma far finta di niente, no.
Il presidente di Venezia è Tua
Ugo Bergamo
Comunicato stampa
