
Il Comune di Venezia si costituirà parte civile contro il suo stesso sindaco
25 giugno 2025
Il Comune di Venezia si costituirà parte civile contro il suo stesso sindaco.
Avete capito bene: il Comune di Venezia si costituirà parte civile contro il suo stesso sindaco, Luigi Brugnaro, e alcuni suoi dirigenti. Un fatto senza precedenti, che dovrebbe far riflettere anche i più disattenti. Il Comune, cioè la città, i cittadini, l’istituzione si schiera in tribunale contro chi avrebbe dovuto rappresentarla e difenderla. Perché? Perché ci sono accuse pesanti, legate a operazioni immobiliari e gestioni opache: il caso dei Pili, dove l’area acquistata da Brugnaro prima di diventare sindaco è poi finita in un progetto pubblico con una plusvalenza milionaria; e la vendita sottocosto di Palazzo Papadopoli, in favore di un imprenditore straniero. In entrambi i casi, la Procura parla di CORRUZIONE. E non è una parola da poco.
Ora, la città chiederà un risarcimento. Ma attenzione: quel risarcimento ha un presupposto chiaro, e si chiama CONDANNA. E sarà proprio Brugnaro, ironia della sorte, a dover firmare il mandato all’avvocato che agirà contro di lui. Sarebbe grottesco, se non fosse tragico.
Davvero dobbiamo arrivare a tanto? Davvero un sindaco che si dice “innamorato della città” non sente il dovere morale di farsi da parte, di dimettersi, di affrontare il giudizio senza trascinare con sé le istituzioni che rappresenta? Non sarebbe più dignitoso alzare le mani, ammettere gli errori, o quantomeno lasciarli giudicare, invece di incollarsi alla poltrona?
Qui non si parla più solo di malgoverno. A voler essere gentili, si può dire così. Ma la verità è che la parola giusta è un’altra, e sta scritta nero su bianco negli atti: CORRUZIONE. Venezia è stanca di essere usata come un bancomat da chi la governa. È stanca di chi parla di amore e poi agisce per interesse. È stanca di chi predica trasparenza e poi firma operazioni in conflitto.
Il presidente di Venezia è Tua
Ugo Bergamo
Comunicato stampa
