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MA DOVE E’ FINITA LA COMPETENZA??? 

C’è un momento, nella vita pubblica, in cui le parole non bastano più. Quel momento arriva quando un assessore definisce SBAGLIATO un progetto che ha attraversato uffici, delibere, autorizzazioni, cantieri. E lo fa come se fosse un passante capitato lì per caso. Allora bisogna fermarsi e dirlo con chiarezza: qui NON siamo davanti a un errore. Siamo davanti a un fallimento di governo. 

L’assessore Michele Zuin oggi prende le distanze dalla pista ciclabile del Lido. Dice che è un progetto sbagliato. Dice che il Comune non è responsabile. Dice che è colpa di altri. È una scena che rasenta il ridicolo istituzionale. Perché in una città governata con serietà le opere pubbliche non cadono dal cielo. Si promuovono, si valutano, si autorizzano. E se passano, passano perché qualcuno ha detto sì. 

Chi lo ha detto, quel sì? Chi ha ritenuto accettabile un progetto che: 
A) stravolge spazi delicati, B) ignora il contesto urbano, C) crea conflitti tra pedoni, ciclisti e residenti, D) consuma risorse pubbliche senza produrre qualità? 

Non basta oggi lavarsene le mani. Non basta nascondersi dietro Veneto Strade o dietro un acronimo nazionale. Il Comune di Venezia non è una comparsa. È l’ente che governa il territorio. E se governi, rispondi. Qui emerge il vero problema, che va oltre una ciclabile: la destra che amministra Venezia ha smarrito il senso stesso della competenza. Siamo al ridicolo. Non c’è visione. Non c’è controllo. Non c’è capacità di dire no. C’è solo una gestione burocratica del potere, dove le decisioni scivolano addosso agli assessori. Ma siete almeno in grado di leggere le carte? E sopratutto siete in grado di capirle? E quando il danno è fatto, parte il rito dello scaricabarile. 

Questo non è governo. È amministrazione passiva. È l’arte di occupare le poltrone senza assumersi il peso delle proprie scelte. La città, intanto, paga. Paga in soldi pubblici. Paga in qualità dello spazio urbano. Paga in fiducia. Il Lido non è una periferia qualsiasi. È un luogo fragile, complesso, abitato. Trattarlo come una sezione  stradale standard significa non conoscerlo, o peggio: non rispettarlo. E quando un  assessore arriva a dire “abbiamo sbagliato, ma resta dov’è, senza trarre alcuna  conseguenza politica, allora il problema non è il progetto. Il problema è chi governa  Venezia. 

La competenza non è un’opinione. È una responsabilità. 

Il presidente di Venezia è Tua 

Ugo Bergamo

La pista ciclabile del Lido

29 gennaio 2026

MA DOVE E’ FINITA LA COMPETENZA???

C’è un momento, nella vita pubblica, in cui le parole non bastano più. Quel momento arriva quando un assessore definisce SBAGLIATO un progetto che ha attraversato uffici, delibere, autorizzazioni, cantieri. E lo fa come se fosse un passante capitato lì per caso. Allora bisogna fermarsi e dirlo con chiarezza: qui NON siamo davanti a un errore. Siamo davanti a un fallimento di governo.

L’assessore Michele Zuin oggi prende le distanze dalla pista ciclabile del Lido. Dice che è un progetto sbagliato. Dice che il Comune non è responsabile. Dice che è colpa di altri. È una scena che rasenta il ridicolo istituzionale. Perché in una città governata con serietà le opere pubbliche non cadono dal cielo. Si promuovono, si valutano, si autorizzano. E se passano, passano perché qualcuno ha detto sì.

Chi lo ha detto, quel sì? Chi ha ritenuto accettabile un progetto che:
A) stravolge spazi delicati, B) ignora il contesto urbano, C) crea conflitti tra pedoni, ciclisti e residenti, D) consuma risorse pubbliche senza produrre qualità?

Non basta oggi lavarsene le mani. Non basta nascondersi dietro Veneto Strade o dietro un acronimo nazionale. Il Comune di Venezia non è una comparsa. È l’ente che governa il territorio. E se governi, rispondi. Qui emerge il vero problema, che va oltre una ciclabile: la destra che amministra Venezia ha smarrito il senso stesso della competenza. Siamo al ridicolo. Non c’è visione. Non c’è controllo. Non c’è capacità di dire no. C’è solo una gestione burocratica del potere, dove le decisioni scivolano addosso agli assessori. Ma siete almeno in grado di leggere le carte? E sopratutto siete in grado di capirle? E quando il danno è fatto, parte il rito dello scaricabarile.

Questo non è governo. È amministrazione passiva. È l’arte di occupare le poltrone senza assumersi il peso delle proprie scelte. La città, intanto, paga. Paga in soldi pubblici. Paga in qualità dello spazio urbano. Paga in fiducia. Il Lido non è una periferia qualsiasi. È un luogo fragile, complesso, abitato. Trattarlo come una sezione stradale standard significa non conoscerlo, o peggio: non rispettarlo. E quando un assessore arriva a dire “abbiamo sbagliato, ma resta dov’è, senza trarre alcuna conseguenza politica, allora il problema non è il progetto. Il problema è chi governa Venezia.

La competenza non è un’opinione. È una responsabilità.

Il presidente di Venezia è Tua

Ugo Bergamo

Comunicato stampa

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