
Mestre sott’acqua, in ginocchio! È ora di assumersi responsabilità
22 agosto 2025
Mestre sott’acqua, in ginocchio! È ora di assumersi responsabilità.
Mestre sott’acqua, in ginocchio.
Così, purtroppo, si sono risvegliati ieri molti cittadini.
È ormai chiaro a tutti che la politica delle inaugurazioni festose e trionfali, frequenti quanto superficiali, ha mostrato la sua pochezza. HA FALLITO. Non ha compreso la fragilità della città, non l’ha protetta con interventi strutturali, né le ha garantito la più elementare
manutenzione ordinaria.
Diciamolo: oggi servono responsabilità e coraggio.
O dobbiamo rassegnarci a vedere Mestre affondare ogni volta che il cielo si fa minaccioso?
Via Piave, via Baglioni, via delle Mattuglie e molte altre strade, sottopassi, e soprattutto troppe case sommerse: non sono più imprevisti, ma il copione stanco e crudele di una città
fragile, esposta e abbandonata. E puntuali, come una caricatura, compaiono gli assessori con gli stivali da pescatore: passerelle sul fango, mai un’assunzione di responsabilità, mai un impegno reale per il futuro.
La verità è che Mestre paga il prezzo di dieci anni di governo che hanno scelto la propaganda alla prevenzione. Si è deciso di costruire stadi e opere di facciata, mentre reti idrauliche, idrovore e vasche di laminazione venivano lasciate inadeguate e trascurate.
Se non si trovano le risorse nemmeno per potare gli alberi, come credere che si sia pensato seriamente a difendere i cittadini dall’acqua?
È l’ennesima fotografia di una politica che ha preferito l’apparenza alla sostanza, il cemento alla sicurezza, l’effimero alla cura paziente della città reale.
E intanto, anche questa volta, il sindaco si limita a ringraziare la Protezione Civile, i volontari, o il presidente Zaia per aver dichiarato, bontà sua, lo stato di calamità. Senza mai un cenno alle proprie responsabilità, senza mai ammettere il fallimento politico di
un’amministrazione che in dieci anni non ha garantito protezione né sicurezza ai cittadini.
Venezia è Tua indica un’altra via: manutenzione programmata, impianti adeguati, trasparenza sugli investimenti. Non proclami, ma prevenzione. Non passerelle, ma serietà.
Non cemento, ma la cura quotidiana che restituisce dignità a chi qui vive.
Chiediamo risposte rapide e chiare sullo stato della tenuta idraulica, sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie eseguite o da eseguire con urgenza. Chiediamo risarcimenti certi
e veloci, non le beffe già viste a Mestre e Venezia.
È tempo che Mestre e Venezia siano governate con competenza e con la stessa passione con cui i cittadini resistono ogni giorno. Questa è la sfida.
E noi siamo pronti a combatterla, fin da questi giorni duri per tanti mestrini che non meritano disagi e danni, ma rispetto e sicurezza.
Il Segretario di Venezia è Tua.
Salvator Frani
Comunicato stampa
