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ORA O MAI PIÙ: STATUTO SPECIALE PER VENEZIA 

Oggi il Consiglio dei Ministri ha formalmente avviato l’iter della legge costituzionale per 
Roma Capitale. Una riforma che riconosce poteri legislativi autonomi ed ampia autonomia  fiscale alla città eterna. Un cambiamento epocale che modifica la Costituzione per affermare che la Repubblica italiana è costituita non solo da Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane, ma anche da Roma, in quanto Capitale.  

Una scelta che va condivisa ed apprezzata. Ma Venezia non può rimanere indietro. È doveroso ricordarlo ad alta voce: l’unica città italiana per cui esiste una legge dello Stato che afferma che è la Repubblica a farsi carico della sua salvaguardia fisica, ambientale e  socio-economica è proprio Venezia. Lo dice la Legge Speciale n. 171 del 1973, articolo 1. 

Lo dice la storia. Lo dice l’evidenza. Lo dice il mondo intero. Ma soprattutto lo grida la 
realtà quotidiana di una città che muore sotto il peso di un’autonomia negata e di una  governance spezzata, frammentata, inefficace, impossibilitata ad affrontare le nuove  emergenze che rischiano di non garantirne la sopravvivenza, intesa non come un borgo storico da salvaguardare nostalgicamente, ma come una comunità di uomini e donne che vogliono continuare a vivervi e a lavorare, rifiutando ogni asservimento alla mercificazione  turistica, ma sviluppando lavoro qualificato con nuove attività direzionali, di ricerca,  culturali, di cui Venezia può e deve essere attrattiva. 

È arrivato il momento di porre questa richiesta con forza al Governo e al Parlamento tutto. 
La proposta di uno Statuto Speciale per Venezia deve tornare al centro del dibattito  nazionale. Non come capriccio campanilistico, ma come atto di verità e di giustizia. Perché 
Venezia non è solo una città. È una città-Stato, un organismo fragile, complesso, unico al 
mondo. Governarla con strumenti ordinari è un’offesa alla sua natura e un crimine contro il 
futuro. 

Serve una governance unitaria. Serve una fiscalità autonoma. Serve un potere legislativo su acqua, terra, patrimonio, turismo, casa, residenza, portualità. Serve uno Statuto che riconosca l’eccezionalità, altrimenti avremo solo frammentari finanziamenti e MORTE 
lenta. 

Per questo chiediamo: 

1 - L’avvio immediato di una proposta di legge di iniziativa popolare per uno Statuto  Speciale per Venezia; 

2 - Un incontro urgente con tutti i parlamentari eletti nel nostro territorio, a partire dai rappresentanti veneti in Parlamento, perché nessuno possa dire: non sapevo, non potevo, non era il momento. 

Venezia è al bivio: sopravvivere con dignità o scomparire in silenzio. 
Noi vogliamo lottare, sempre. 
Venezia è Tua. Ma anche dello Stato. E se lo Stato non la difende, è lo Stato stesso che si 
smentisce. 

Il presidente di Venezia è Tua. 

Ugo Bergamo

Ora o mai più: statuto speciale per Venezia

31 luglio 2025

ORA O MAI PIÙ: STATUTO SPECIALE PER VENEZIA

Oggi il Consiglio dei Ministri ha formalmente avviato l’iter della legge costituzionale per
Roma Capitale. Una riforma che riconosce poteri legislativi autonomi ed ampia autonomia fiscale alla città eterna. Un cambiamento epocale che modifica la Costituzione per affermare che la Repubblica italiana è costituita non solo da Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane, ma anche da Roma, in quanto Capitale.

Una scelta che va condivisa ed apprezzata. Ma Venezia non può rimanere indietro. È doveroso ricordarlo ad alta voce: l’unica città italiana per cui esiste una legge dello Stato che afferma che è la Repubblica a farsi carico della sua salvaguardia fisica, ambientale e socio-economica è proprio Venezia. Lo dice la Legge Speciale n. 171 del 1973, articolo 1.

Lo dice la storia. Lo dice l’evidenza. Lo dice il mondo intero. Ma soprattutto lo grida la
realtà quotidiana di una città che muore sotto il peso di un’autonomia negata e di una governance spezzata, frammentata, inefficace, impossibilitata ad affrontare le nuove emergenze che rischiano di non garantirne la sopravvivenza, intesa non come un borgo storico da salvaguardare nostalgicamente, ma come una comunità di uomini e donne che vogliono continuare a vivervi e a lavorare, rifiutando ogni asservimento alla mercificazione turistica, ma sviluppando lavoro qualificato con nuove attività direzionali, di ricerca, culturali, di cui Venezia può e deve essere attrattiva.

È arrivato il momento di porre questa richiesta con forza al Governo e al Parlamento tutto.
La proposta di uno Statuto Speciale per Venezia deve tornare al centro del dibattito nazionale. Non come capriccio campanilistico, ma come atto di verità e di giustizia. Perché
Venezia non è solo una città. È una città-Stato, un organismo fragile, complesso, unico al
mondo. Governarla con strumenti ordinari è un’offesa alla sua natura e un crimine contro il
futuro.

Serve una governance unitaria. Serve una fiscalità autonoma. Serve un potere legislativo su acqua, terra, patrimonio, turismo, casa, residenza, portualità. Serve uno Statuto che riconosca l’eccezionalità, altrimenti avremo solo frammentari finanziamenti e MORTE
lenta.

Per questo chiediamo:

1 - L’avvio immediato di una proposta di legge di iniziativa popolare per uno Statuto Speciale per Venezia;

2 - Un incontro urgente con tutti i parlamentari eletti nel nostro territorio, a partire dai rappresentanti veneti in Parlamento, perché nessuno possa dire: non sapevo, non potevo, non era il momento.

Venezia è al bivio: sopravvivere con dignità o scomparire in silenzio.
Noi vogliamo lottare, sempre.
Venezia è Tua. Ma anche dello Stato. E se lo Stato non la difende, è lo Stato stesso che si
smentisce.

Il presidente di Venezia è Tua.

Ugo Bergamo

Comunicato stampa

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