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Venezia è Tua ha presentato ieri presso la sede di Piazza Ferretto i suoi candidati più giovani e la sua “quota rosa”. Tra loro Noè Savorgnano, forse il più giovane candidato di questa elezione nonché capolista e Giorgia Onivello, capolista. Ad aprire la presentazione l’Avv. Ugo Bergamo: “Siamo orgogliosi - ha affermato Bergamo - di presentare la nostra task force di donne e giovani e non c'è obiettivo più bello per dare un futuro migliore al nostro comune che mettere in campo giovani e donne che conoscono molto bene il territorio e che hanno un occhio sul volere un comune veramente europeo anche attraverso gli interscambi di lavoro e idee come i nostri giovani propongono. Così abbiamo deciso, con il consenso di tutti, di fare un passo indietro per avere come capolista forse i più giovani di tutte le liste. Noi vogliamo che queste presenze abbiano successo proprio per rendere il Comune di Venezia di avere uno sguardo al futuro. È una battaglia impegnativa che vale la pena di essere giocata". 

A iniziare è Noè Savorgnano, forse il più giovane di tutte le liste presenti. "Mi chiamo Noè, sono un ragazzo nato e cresciuto a Venezia, e oggi penso che possiamo dire che Venezia sta morendo: senza giovani residenti è destinata a scomparire. Se vogliamo davvero riportare i giovani a Venezia, la priorità è una sola: dargli una casa, e ciò si può realizzare tramite degli strumenti di politica abitativa: contributi in conto capitale, contributi in conto fitti, e contributi in conto restauri. E poi c'è un tema fondamentale ossia l'edilizia residenziale pubblica: a Venezia ci sono ancora molti alloggi pubblici vuoti, inutilizzati o in attesa di assegnazione”. 

Tocca poi a Giorga Onivello, nata nel 1981 a Venezia e cresciuta a Mestre, si sente profondamente parte di entrambe queste realtà: diverse, ma legate da un’identità comune e da un destino condiviso. "Sono mamma di due gemelli maschi e mi candido perché dopo tanti anni di malagestione credo sia il momento in cui non possiamo aspettare che le cose cambino da sole ma dobbiamo essere noi a cambiarle. Voglio portare la voce dei cittadini, delle famiglie, dei genitori. Voglio una Mestre dove i bambini possano andare al parco senza che i genitori debbano guardarsi alle spalle, dove le strade siano illuminate e vive, dove i negozi non chiudano perché una vetrina illuminata è un presidiò di sicurezza, dove il trasporto pubblico sia davvero un alleato per lavoratori, studenti, anziani, genitori con passeggini e persone con difficoltà motorie, dove ogni giovane coppia abbia la possibilità concreta di restare in questo Comune. Credo profondamente anche nella sfida ambientale. Una città che non si preoccupa dell’aria che respiriamo dell’acqua che ci circonda, dei rumori e delle emissioni che la soffocano, non sta pensando al suo futuro. Sono qui perché voglio impegnarmi a rendere questa città un posto in cui tutti possano vivere sicuri e orgogliosi di sentirsi veneziani e mestrini”. 

A chiudere Edouard Lodovico Alzetta (1996). “Parlare dei giovani a Venezia significa parlare del futuro stesso della città. Una città che perde i suoi giovani è una città che smette di vivere, che smette di innovare, che smette di progettare. Oggi Venezia affronta una sfida profonda: sempre più ragazzi e ragazze se ne vanno. Se ne vanno perché non trovano lavoro stabile, perché il costo della vita è troppo alto, perché è difficile trovare una casa, perché spesso sentono che qui non c’è spazio per costruire il proprio futuro. Venezia rischia di diventare una città bellissima, ma vuota. Una città vissuta dai turisti, ma non più abitata dai giovani. E allora dobbiamo dirlo con chiarezza: questa non è una fatalità. È una scelta politica. E noi vogliamo fare una scelta diversa. I problemi sono concreti e sotto gli occhi di tutti: accesso alla casa con affitti sempre più alti e pochi alloggi disponibili per residenti, lavoro precario e stagionale, spesso legato solo al turismo, scarsa accessibilità alle opportunità europee e internazionali, mancanza di spazi di aggregazione e crescita, distanza tra istituzioni e giovani, che genera sfiducia e disillusione. Questi problemi non possono essere affrontati con soluzioni simboliche. Servono strumenti nuovi, concreti, e soprattutto pensati insieme ai giovani. Per questo proponiamo un progetto chiaro e ambizioso: trasformare Venezia nel primo vero “Venezia Young Point” d’Europa. Venezia non può essere soltanto un crocevia culturale per élite globali o un palcoscenico per eventi esclusivi. Deve tornare a essere la casa dei giovani, la loro opportunità, il loro punto di partenza. Oggi l’Europa mette a disposizione strumenti straordinari — pensiamo a programmi come Erasmus+ o il Corpo Europeo di Solidarietà — ma troppo spesso restano inutilizzati. Non perché manchino le risorse, ma perché mancano accesso, informazione e accompagnamento. E allora il nostro obiettivo è semplice: abbattere queste barriere. Dobbiamo superare un’idea sbagliata: che l’Europa sia solo per chi va all’università. Non è così. I programmi europei sono aperti a tutti: studenti, lavoratori, diplomati, giovani in cerca di occupazione. Offrono esperienze concrete, formazione, mobilità, competenze. E soprattutto aprono possibilità reali. I dati ci dicono che chi partecipa a questi programmi ha molte meno probabilità di restare disoccupato a lungo termine. Quindi la domanda non è: “Possiamo permettercelo?” La domanda è: “Possiamo permetterci di non farlo?” Il Venezia Young Point non sarà un ufficio burocratico. Sarà uno spazio vivo, basato su un modello circolare. Vogliamo costruire una nuova generazione di giovani veneziani: con competenze tecniche sui programmi europei, accompagnati passo dopo passo nelle opportunità internazionali, inseriti in una rete europea di relazioni e scambi, capaci di riportare a Venezia idee, energie e progetti. Perché ogni esperienza fatta all’estero deve diventare valore per il territorio. Le risorse ci sono: L’Europa investe miliardi nelle politiche giovanili. Le risorse esistono. Quello che è mancato finora è una regia. Il compito della prossima amministrazione non sarà inventare nuovi fondi, ma mettere i giovani nelle condizioni reali di usare quelli che già esistono. In conclusione: Venezia deve scegliere cosa vuole essere. Una città che guarda solo al passato o una città che investe nel suo futuro. Noi scegliamo il futuro. E il futuro ha un volto preciso: quello dei giovani. Una città che mette i giovani al centro è una città che smette di invecchiare e ricomincia a crescere, a innovare, a sognare. Perchè una città che mette i giovani al centro non è una città che fa un favore ai giovani. È una città che salva sé stessa”.

La Lista completa

Giovani:
Noè Savorgnano (2007), Studente diplomando, capolista
Edouard Lodovico Alzetta (1996), Europrogettista e docente
Alessio Gentile (2003), Investitore

Donne:
Giorgia Onivello (1981), Istruttore Direttivo Amministrativo presso il Comune di Venezia, Esperta in Beni Culturali e Servizi Socio-Educativi e Socio Assistenziali, Capolista
Luisa Bertolini (1970), Guida turistica
Ilaria Busato (1995), Estetista
Carol Luna Feiffer (1994), Impiegata
Gabriella Furlan (1955), Ex direttrice amministrativa IRE
Alessandra Montan (1962), Funzionario regionale
Laura Puliero (1973), Imprenditrice turistica
Dube Rotelli (1973), Avvocato
Denise Scattigio (1991), Guida turistica
Iulia Tarciniu (1975), Restauratrice di icone
Donatella Vianello (1959), Impiegata

Per Venezia è Tua
L’ufficio stampa
Gian Nicola Pittalis
Giornalista professionista
Ph: (+39) 345 84 26 144
giannicola.pittalis@gmail.com

Venezia è Tua presenta i più giovani e le quote rosa

7 aprile 2026

Venezia è Tua ha presentato ieri presso la sede di Piazza Ferretto i suoi candidati più giovani e la sua “quota rosa”. Tra loro Noè Savorgnano, forse il più giovane candidato di questa elezione nonché capolista e Giorgia Onivello, capolista. Ad aprire la presentazione l’Avv. Ugo Bergamo: “Siamo orgogliosi - ha affermato Bergamo - di presentare la nostra task force di donne e giovani e non c'è obiettivo più bello per dare un futuro migliore al nostro comune che mettere in campo giovani e donne che conoscono molto bene il territorio e che hanno un occhio sul volere un comune veramente europeo anche attraverso gli interscambi di lavoro e idee come i nostri giovani propongono. Così abbiamo deciso, con il consenso di tutti, di fare un passo indietro per avere come capolista forse i più giovani di tutte le liste. Noi vogliamo che queste presenze abbiano successo proprio per rendere il Comune di Venezia di avere uno sguardo al futuro. È una battaglia impegnativa che vale la pena di essere giocata".

A iniziare è Noè Savorgnano, forse il più giovane di tutte le liste presenti. "Mi chiamo Noè, sono un ragazzo nato e cresciuto a Venezia, e oggi penso che possiamo dire che Venezia sta morendo: senza giovani residenti è destinata a scomparire. Se vogliamo davvero riportare i giovani a Venezia, la priorità è una sola: dargli una casa, e ciò si può realizzare tramite degli strumenti di politica abitativa: contributi in conto capitale, contributi in conto fitti, e contributi in conto restauri. E poi c'è un tema fondamentale ossia l'edilizia residenziale pubblica: a Venezia ci sono ancora molti alloggi pubblici vuoti, inutilizzati o in attesa di assegnazione”.

Tocca poi a Giorga Onivello, nata nel 1981 a Venezia e cresciuta a Mestre, si sente profondamente parte di entrambe queste realtà: diverse, ma legate da un’identità comune e da un destino condiviso. "Sono mamma di due gemelli maschi e mi candido perché dopo tanti anni di malagestione credo sia il momento in cui non possiamo aspettare che le cose cambino da sole ma dobbiamo essere noi a cambiarle. Voglio portare la voce dei cittadini, delle famiglie, dei genitori. Voglio una Mestre dove i bambini possano andare al parco senza che i genitori debbano guardarsi alle spalle, dove le strade siano illuminate e vive, dove i negozi non chiudano perché una vetrina illuminata è un presidiò di sicurezza, dove il trasporto pubblico sia davvero un alleato per lavoratori, studenti, anziani, genitori con passeggini e persone con difficoltà motorie, dove ogni giovane coppia abbia la possibilità concreta di restare in questo Comune. Credo profondamente anche nella sfida ambientale. Una città che non si preoccupa dell’aria che respiriamo dell’acqua che ci circonda, dei rumori e delle emissioni che la soffocano, non sta pensando al suo futuro. Sono qui perché voglio impegnarmi a rendere questa città un posto in cui tutti possano vivere sicuri e orgogliosi di sentirsi veneziani e mestrini”.

A chiudere Edouard Lodovico Alzetta (1996). “Parlare dei giovani a Venezia significa parlare del futuro stesso della città. Una città che perde i suoi giovani è una città che smette di vivere, che smette di innovare, che smette di progettare. Oggi Venezia affronta una sfida profonda: sempre più ragazzi e ragazze se ne vanno. Se ne vanno perché non trovano lavoro stabile, perché il costo della vita è troppo alto, perché è difficile trovare una casa, perché spesso sentono che qui non c’è spazio per costruire il proprio futuro. Venezia rischia di diventare una città bellissima, ma vuota. Una città vissuta dai turisti, ma non più abitata dai giovani. E allora dobbiamo dirlo con chiarezza: questa non è una fatalità. È una scelta politica. E noi vogliamo fare una scelta diversa. I problemi sono concreti e sotto gli occhi di tutti: accesso alla casa con affitti sempre più alti e pochi alloggi disponibili per residenti, lavoro precario e stagionale, spesso legato solo al turismo, scarsa accessibilità alle opportunità europee e internazionali, mancanza di spazi di aggregazione e crescita, distanza tra istituzioni e giovani, che genera sfiducia e disillusione. Questi problemi non possono essere affrontati con soluzioni simboliche. Servono strumenti nuovi, concreti, e soprattutto pensati insieme ai giovani. Per questo proponiamo un progetto chiaro e ambizioso: trasformare Venezia nel primo vero “Venezia Young Point” d’Europa. Venezia non può essere soltanto un crocevia culturale per élite globali o un palcoscenico per eventi esclusivi. Deve tornare a essere la casa dei giovani, la loro opportunità, il loro punto di partenza. Oggi l’Europa mette a disposizione strumenti straordinari — pensiamo a programmi come Erasmus+ o il Corpo Europeo di Solidarietà — ma troppo spesso restano inutilizzati. Non perché manchino le risorse, ma perché mancano accesso, informazione e accompagnamento. E allora il nostro obiettivo è semplice: abbattere queste barriere. Dobbiamo superare un’idea sbagliata: che l’Europa sia solo per chi va all’università. Non è così. I programmi europei sono aperti a tutti: studenti, lavoratori, diplomati, giovani in cerca di occupazione. Offrono esperienze concrete, formazione, mobilità, competenze. E soprattutto aprono possibilità reali. I dati ci dicono che chi partecipa a questi programmi ha molte meno probabilità di restare disoccupato a lungo termine. Quindi la domanda non è: “Possiamo permettercelo?” La domanda è: “Possiamo permetterci di non farlo?” Il Venezia Young Point non sarà un ufficio burocratico. Sarà uno spazio vivo, basato su un modello circolare. Vogliamo costruire una nuova generazione di giovani veneziani: con competenze tecniche sui programmi europei, accompagnati passo dopo passo nelle opportunità internazionali, inseriti in una rete europea di relazioni e scambi, capaci di riportare a Venezia idee, energie e progetti. Perché ogni esperienza fatta all’estero deve diventare valore per il territorio. Le risorse ci sono: L’Europa investe miliardi nelle politiche giovanili. Le risorse esistono. Quello che è mancato finora è una regia. Il compito della prossima amministrazione non sarà inventare nuovi fondi, ma mettere i giovani nelle condizioni reali di usare quelli che già esistono. In conclusione: Venezia deve scegliere cosa vuole essere. Una città che guarda solo al passato o una città che investe nel suo futuro. Noi scegliamo il futuro. E il futuro ha un volto preciso: quello dei giovani. Una città che mette i giovani al centro è una città che smette di invecchiare e ricomincia a crescere, a innovare, a sognare. Perchè una città che mette i giovani al centro non è una città che fa un favore ai giovani. È una città che salva sé stessa”.

La Lista completa

Giovani:
Noè Savorgnano (2007), Studente diplomando, capolista
Edouard Lodovico Alzetta (1996), Europrogettista e docente
Alessio Gentile (2003), Investitore

Donne:
Giorgia Onivello (1981), Istruttore Direttivo Amministrativo presso il Comune di Venezia, Esperta in Beni Culturali e Servizi Socio-Educativi e Socio Assistenziali, Capolista
Luisa Bertolini (1970), Guida turistica
Ilaria Busato (1995), Estetista
Carol Luna Feiffer (1994), Impiegata
Gabriella Furlan (1955), Ex direttrice amministrativa IRE
Alessandra Montan (1962), Funzionario regionale
Laura Puliero (1973), Imprenditrice turistica
Dube Rotelli (1973), Avvocato
Denise Scattigio (1991), Guida turistica
Iulia Tarciniu (1975), Restauratrice di icone
Donatella Vianello (1959), Impiegata

Per Venezia è Tua
L’ufficio stampa
Gian Nicola Pittalis
Giornalista professionista
Ph: (+39) 345 84 26 144
giannicola.pittalis@gmail.com

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